Archivio Storico Cenedese - Numero 11
Sarà a breve disponibile in libreria o direttamente acquistabile dal sito (ascenedese.it/), il numero 11 della rivista annuale Archivio Storico Cenedese, Journal of local history in global context, come promette il nuovo sottotitolo della testata per i saggi, le comunicazioni, le brevi e le recensioni che compaiono nel ponderoso volume. Il traguardo del decennio (con n. 10) era stato coronato dal riconoscimento ottenuto nel 2024 dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) come rivista scientifica per l’area 10 (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche) e l’area 11 (Scienze storiche, filosofiche e pedagogiche).
Signore & Signori e Le citta di pianura. Due film, uno stesso dilemma:
come vivere (decentemente) il tramonto della propria epoca
di Paolo Feltrin
Anche se non rappresenta il saggio più corposo, è da segnalare subito il centro che la rivista ha fatto inserendo nei mesi scorsi tra i pezzi forti del numero in preparazione l'articolo di Paolo Feltrin che metteva a confronto nell'ambito di un ragionamento politico, sociologico e culturale due film "epocali": Signore & Signori di Pietro Germi (1965) e Le città di pianura di Francesco Sossai (2025), a distanza di un sessantennio. Le città di pianura ha vinto poche settimane fa il Premio Donatello 2026.

Il saggio di Paolo Feltrin si può leggere integralmente online sia sul nostro sito sia sul sito della Rivista.
Per conoscere Andrea Luca Luchese, detto Luchesi
di Agostino Taboga

Il saggio di Agostino Taboga sarà per i lettori la prima vera monografia italiana sulla vita e l'opera del musicista di natali mottensi Andrea Luchesi. Il suo contributo ambisce a offrire, in forma sintetica, un compendio della ricerca attuale su Andrea Luchesi, il Kapellmeister della corte elettorale di Bonn al tempo del giovane Ludwig van Beethoven. Muovendo dai lavori di Theodor Anton Henseler (1937), di Claudia Valder-Knechtges (1983, 1984, 1989) e Giorgio Taboga (1994), le fonti dirette, indirette, le cronache d’epoca e i testimoni delle composizioni superstiti sono stati integrati e completati dall’analisi musicale e codicologica (carte e grafie); i risultati del lavoro, sintetizzati nel catalogo che correda il saggio, consentono di precisare meglio alcune ipotesi espresse sulla cronologia della produzione luchesiana superstite, e stabilire alcuni punti fermi che, si crede, sapranno stimolare la ricerca negli anni a venire. Tra i risultati più clamorosi, colpisce la pressoché totale scomparsa della produzione sacra e secolare di Luchesi riferibile ai trent’anni del periodo bonnese, un vulnus che ha avuto ripercussioni importantissime sulla storia della musica veneziana e su quella della cappella del principato elettorale di Colonia-Bonn e dei suoi membri.
La sezione Studi & ricerche conta altri due contributi, quelli di Federica Ciccolella e di Massimo Gusso:
Studiare il greco a Conegliano all'inizio del Cinquecento:
un manoscritto vaticano e uno studente “filosofo”
di Federica Ciccolella

L’articolo prende in esame una nota lasciata nel codice Vaticano Ottoboniano gr. 206 da un non altrimenti noto Franciscus Hyarchas Plato, studente di greco a Conegliano, nell’ottobre 1510. Dopo un panorama degli strumenti e metodi per apprendere il greco durante il Rinascimento e del contesto storico-culturale di Conegliano all’inizio del XVI sec., si propone una possibile interpretazione dei nomi Hyarchas e Plato che, se corretta, getta luce sulla ricezione del neoplatonismo fiorentino in ambiente veneto.
Considerazioni attorno al passaggio per Ceneda, nel 1835,
di William Cullen Bryant, amico newyorkese di Lorenzo Da Ponte
di Massimo Gusso
Nel corso di un viaggio in Europa e in Italia, William Cullen Bryant, celebre direttore del quotidiano newyorkese «Evening Post», raggiunse, nel giugno 1835, la città di Ceneda: per un poeta come Bryant, amico letterario di Lorenzo Da Ponte, fu una forte emozione, che seppe trasmettere ai suoi lettori in un’avventurosa corrispondenza. Questa piccola notizia, importante soprattutto perché finora rimasta sconosciuta, è inserita in un reticolo di contestualizzazioni che mostrano, tra l’altro, il dietro le quinte di un Da Ponte ultraottantenne a New York, assediato da problemi economici e da molte delusioni. Una particolarità di questo lavoro è la scoperta di tre lettere inedite di Da Ponte, rinvenute nella Public Library di New York, proprio tra le carte di Bryant (almeno due di esse gli erano state affidate da Da Ponte perché le consegnasse a Milano e a Parma, città poi non toccate dal viaggiatore), e l’aver riportato alla luce un lavoro poetico dimenticato, del giugno 1834, opera dello stesso Da Ponte, destinato a celebrare l’illustre generale Lafayette, a un mese dalla morte.
Nella sezione Comunicazioni, il numero 11 presenta i contributi di Bruno Callegher, Miriam Davide e Maria Teresa Tolotto:
Roman coin finds in the villages of Follina and Tarzo di Bruno Callegher
Due lettere inedite, una di Giuseppe Carpenè e una di Federico Berchet, documentano ritrovamenti monetali di epoca romana imperiale (II-metà III secolo) a Follina e Tarzo. Essi non sono interpretabili con rinvenimenti in necropoli ma come ripostigli interrati ante 274 (riforma di Aureliano). Forniscono, inoltre, nuove informazioni sulla circolazione monetaria nella X Regio nel periodo compreso tra la fine del II e la metà III secolo d.C., un periodo caratterizzato dalla svalutazione dell’antoniano e da turbative militari proprio verso il limes orientale della X Regio.
La divisione in due rami dei Signori di Polcenigo di Miriam Davide
Si prende in esame l’affermazione politica dei Signori di Polcenigo nell’area pedemontana della Destra Tagliamento dall’XI secolo sino alla decisione del 1222 di dividere tra i due fratelli Alderico e Varnerio il feudo di Polcenigo, cui nel frattempo si era aggiunta la giurisdizione di Fanna: si esaminano le modalità di questa divisione e le loro conseguenze politiche e giurisdizionali sino al XV secolo, nel contesto della Patria del Friuli, dove i Polcenigo continuarono a rappresentare una voce unica nel Parlamento. Viene infine analizzata la tradizione documentaria dell’atto del 1222, conservato in copia settecentesca tra le carte consegnate dai Polcenigo ai veneti Provveditori ai Feudi (magistratura veneziana dei secoli XVI-XVIII), oggi all’Archivio di Stato di Venezia.
Questione sopra il testamento di Elisabetta Contarini di Maria Teresa Tolotto
Impegnata primariamente in una ricerca presso l’Archivio del Museo Correr sulla famiglia Giustinian, che era divisa in molti rami e aveva grandi proprietà terriere nei nostri paesi e diverse importanti dimore, l'attenzione dell'autrice è stata attirata dalla “Busta 126, 1702 N N. D D. Sorelle Contarine” e la lettura di poche carte ha aperto uno squarcio su una questione che pare uscita dai quotidiani dei nostri giorni: una Querela − sporta, in prima analisi per questioni testamentarie − racconta in realtà una situazione di maltrattamenti domestici e rivela l’omertà di alcuni interrogati in un contesto di aristocrazia nel quale i fatti si consumano.
Nelle Brevi trova posto, insieme con l'articolo di Paolo Feltrin già citato, quello di Giulio Vaccher sulla recente rassegna dedicata ad Oderzo all'artista Alberto Martini.
Alberto Martini, un artista europeo di Giulio Vaccher
Nel settantesimo anniversario dalla scomparsa di Alberto Martini (1876–1954), la città di Oderzo ha dedicato all’artista una delle rassegne più articolate degli ultimi anni, ospitando presso Palazzo Foscolo la mostra Alberto Martini ed Edgar Allan Poe. Storie straordinarie (28 settembre 2024 – 25 marzo 2025), cui ha fatto da ideale pendant la parallela esposizione milanese al Castello Sforzesco dedicata alla Danza Macabra. Le due mostre, curate da Paola Bonifacio e Alessandro Botta, hanno offerto una panoramica completa sulla vita e sull’opera dell’artista. Il presente contributo recensisce il terzo volume pubblicato a corredo delle esposizioni da Dario Cimorelli Editore, un volume di studi che rappresenta il più aggiornato contributo critico su Martini dopo il 2017. Il volume raccoglie saggi di autori appartenenti a diverse generazioni e orientamenti metodologici, articolati in tre sezioni — Geografie, Temi, Sconfinamenti — accomunati dal sistematico ricorso alla ricerca archivistica. I contributi ricostruiscono il percorso espositivo e biografico dell’artista, indagano temi ricorrenti della sua produzione — dalla femme fatale al progetto del Tetiteatro — e ne esplorano le tangenze con la letteratura simbolista e decadente, da Poe a Baudelaire, da Mallarmé a Rimbaud, restituendo l’immagine di un artista autenticamente europeo.
Chiudono il n. 11 di Archivio Storico Cenedese alcune recensioni a:
- Fra Benvenuto Grava, rettore della Basilica di Motta di Livenza, tra gli ostaggi dei nazisti a Sacile, di Davide Drusian
- L’Italia occupata 1917-1918, di Gustavo Corni
- Annali dei tipografi Cagnani 1710-1910, di Giampaolo Zagonel
- Pergamene antiche dei nobili trevigiani conti di Onigo (sec. XIII-XVIII), a cura di Gabriele Farronato
- Giulio Ettore Erler (1876-1964) pittore, di Raffaello Padovan.
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