Antonio Scarpa nacque a Lorenzaga di Motta di Livenza il 9 maggio 1752. Studiò a Padova dove seguì anche i corsi universitari per la Medicina e Chirurgia laureandosi il 19 maggio 1770; fu allievo di Morgagni e di Caldani. Nel 1772 otteneva la cattedra anatomo-chirurgica dell’Università di Modena, che tenne sino al 1783, anno in cui venne chiamato all’Università di Pavia. Il passaggio di Scarpa a Pavia avvenne nel 1783 e la scelta fu suggerita alla Corte di Vienna dal pavese Alessandro Brambilla, che contribuì alla restaurazione dell’antica gloria dell’ateneo ticinese.

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| Fonte: wellcomecollection.org/dx4nqutq | Antonio Scarpa. Lithograph by G. Gozzini Fonte: rawpixel.com/image/13991229/antonio-scarpa-lithograph-gozzini |

Il volume ricostruisce un importante capitolo del collezionismo di pittura antica, dal primo periodo napoleonico alla fine dell’Ottocento, tra Lombardia e Veneto. È la storia della collezione di Antonio Scarpa (Motta di Livenza, 1752 – Pavia, 1832), grande anatomico e chirurgo, professore delle Università di Modena e di Pavia. Da qui si dedica alla raccolta di quadri delle principali scuole pittoriche italiane con l’aiuto di alcune delle figure piú importanti della cultura neoclassica lombarda.
Dopo la sua morte la collezione di dipinti è ereditata dal fratello e dal nipote residenti nel suo paese natale, Motta di Livenza. Nel corso dell’Ottocento la Pinacoteca Scarpa è una delle piú importanti collezioni private aperte al pubblico nel Veneto e meta obbligata dei grandi conoscitori che hanno fondato la moderna Storia dell’arte. Una situazione che perdura intatta fino al novembre 1895, quando i quadri sono portati a Milano e sono venduti in un’asta pubblica. Allora il grande San Sebastiano dipinto da Andrea Mantegna, il piú celebre ed emblematico dei quadri raccolti dal professor Scarpa, era però già approdato nella casa veneziana del barone Franchetti, la Ca’ d’Oro.
L'autore
Sergio Momesso è nato a Motta di Livenza nel 1967. Ha studiato Storia dell'arte con Alessandro Ballarin presso l'Università di Padova. È laureato in Lettere e dottore di ricerca. Dal 1991 al 1999 ha collaborato alla ricerca e alle attività editoriali di Alessandro Ballarin (Le siècle de Titien, 1993; Dosso Dossi e la pittura a Ferrara negli anni del ducato di Alfonso I, 1994-1995; Jacopo Bassano. Scritti, 1995; Jacopo Bassano. Parte prima. Tavole, 1997).
Ha pubblicato contributi sul "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, sull'attività giovanile di Marco Basaiti, su Pomponio Amalteo e sul Duomo di Motta di Livenza.
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