momesso collezione scarpa cover
Sergio Momesso, La collezione di Antonio Scarpa (1752-1832)
Bertoncello Artigrafiche, Cittadella (PD), 2007
440 pp., 133 illustrazioni a colori e bianco e nero. cm 28x21, rilegatura in cartonato rivestito in tela, sovraccoperta ill.
ISBN 978-88-86868-24-2

Il volume ricostruisce un importante capitolo del collezionismo di pittura antica, dal primo periodo napoleonico alla fine dell’Ottocento, tra Lombardia e Veneto. È la storia della collezione di Antonio Scarpa (Motta di Livenza, 1752 – Pavia, 1832), grande anatomico e chirurgo, professore delle Università di Modena e di Pavia. Da qui si dedica alla raccolta di quadri delle principali scuole pittoriche italiane con l’aiuto di alcune delle figure piú importanti della cultura neoclassica lombarda.
Dopo la sua morte la collezione di dipinti è ereditata dal fratello e dal nipote residenti nel suo paese natale, Motta di Livenza. Nel corso dell’Ottocento la Pinacoteca Scarpa è una delle piú importanti collezioni private aperte al pubblico nel Veneto e meta obbligata dei grandi conoscitori che hanno fondato la moderna Storia dell’arte. Una situazione che perdura intatta fino al novembre 1895, quando i quadri sono portati a Milano e sono venduti in un’asta pubblica. Allora il grande San Sebastiano dipinto da Andrea Mantegna, il piú celebre ed emblematico dei quadri raccolti dal professor Scarpa, era però già approdato nella casa veneziana del barone Franchetti, la Ca’ d’Oro.
[L'autore]
Sergio Momesso è nato a Motta di Livenza nel 1967. Ha studiato Storia dell'arte con Alessandro Ballarin presso l'Università di Padova. È laureato in Lettere e dottore di ricerca. Dal 1991 al 1999 ha collaborato alla ricerca e alle attività editoriali di Alessandro Ballarin (Le siècle de Titien, 1993; Dosso Dossi e la pittura a Ferrara negli anni del ducato di Alfonso I, 1994-1995; Jacopo Bassano. Scritti, 1995; Jacopo Bassano. Parte prima. Tavole, 1997).
Ha pubblicato contributi sul "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, sull'attività giovanile di Marco Basaiti, su Pomponio Amalteo e sul Duomo di Motta di Livenza.