Monsignor Antonio Angeli (Pirano, 1894 - Oderzo, 1971)

antonio angeli
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Dagli anni del sacerdozio all'esilio

[a. m.] Antonio Angeli, nato a Pirano (18.12.1894), aveva iniziato gli studi presso il Convitto del Seminario vescovile di Capodistria assieme all’amico Antonio Santin, futuro vescovo di Fiume e quindi di Trieste e Capodistria. Il mondo ovattato degli studi ginnasiali, proprio alla loro fine, venne bruscamente interrotto dagli eventi del primo conflitto mondiale. Il goriziano (lungo la linea di difesa dell’Isonzo e del Carso) e la zona di Pola, piazzaforte della marina asburgica, erano divenute zone di guerra e le popolazioni locali furono sgomberate. Anche i seminaristi delle diocesi di Parenzo e Pola e di Trieste, per completare gli studi superiori di teologia, vennero spostati nel monastero cistercense di Zatičina (Stična, nella Slovenia centrale), dove frequentare il corso teologico accorpato in sei mesi prima di essere mandati a Vienna per gli altri sei mesi. Ma le condizioni di vita erano dure e, per la crisi dei vettovagliamenti causata dal prolungarsi della guerra, il seminarista Angeli fu costretto a lasciare anche tale sede slovena. Nel ricordare quel tempo, in memoria dell’amico di Dignano don Domenico Groppuzzo morto di febbre spagnola appena finita la guerra, ne scrisse così: «si mangiavano pietre, si beveva aria e … si sospira(va)». In quella situazione egli poté però salvarsi dalle evacuazioni forzose di vari paesi dell’Istria e quindi dalle «infauste baracche di Wagna» (il campo profughi nella Stiria meridionale dove furono deportate le popolazioni del litorale austriaco, inclusi moltissimi istriani), perché fu inviato di nuovo a Zatičina. Nel 1918, ordinato finalmente sacerdote, fu assegnato alla parrocchia di Parenzo. Nel 1929 fu spostato a Dignano e nel 1932 ne divenne parroco fino al 1934 quando fu chiamato a Pola a succedere all’amico mons. Santin promosso vescovo di Fiume (1933-1938). Vi rimase come parroco fino al 1947.

Lo stile della sua pastorale nella nuova realtà non si discostò dalla tradizione dottrinale e liturgica e dalle consolidate pratiche religiose verso la comunità, ma si esplicava con «il particolare garbo e distinzione» propri della sua personalità (Zovatto). Di rilievo sociale e culturale, oltre che religioso, fu la collaborazione dell’associazione caritativa San Vincenzo: segretario era allora Antonio Ravignani - padre di Eugenio Ravignani, futuro vescovo di Vittorio Veneto e quindi di Trieste - e presidente era Marcello Labor (← it.wikipedia.org/Marcello-Labor), nato Loewy, di origine ebrea, grande figura di medico, di forti simpatie socialiste prima della conversione al cattolicesimo, ordinato sacerdote nel 1940 proprio da Antonio Santin, allora vescovo di Trieste, quindi studioso di questioni sociali, educatore e teologo. Don Antonio Angeli completò anche la mediazione già intrapresa da don Domenico Groppuzzo tra l’Azione Cattolica - portata dall’Italia in Istria dopo la prima guerra mondiale - e i circoli cattolici di cultura che vi fiorivano in precedenza.

Per quella terra di confine il passaggio storico si fece drammatico dopo il disfacimento dell’esercito italiano del ’43. Dalla cattedrale di cui era parroco si prodigava nella raccolta di viveri per sfamare i soldati italiani in ritirata, prigionieri dei tedeschi, o fornire loro, se liberi, dei vestiti borghesi in cambio di quelli militari per sfuggire all’individuazione e quindi alla deportazione da parte dei nazisti. Sebbene quest’opera di umanità - per cui si prestavano anche madri di famiglie contadine slovene e croate, oltre quelle italiane - già l’avesse messo in cattiva luce presso gli occupanti tedeschi che guardavano con sospetto tutti gli italiani, perché “traditori”, egli non esitava, anche nelle omelie e nelle conferenze molto seguite dai fedeli, a deplorare e denunziare pubblicamente le prevaricazioni e i misfatti dei nazisti contro la popolazione inerme dell’Istria, anche se provocati dai partigiani.

Rischiò di pagare con il campo di concentramento l’aver cercato di intervenire contro l’impiccagione del parroco di Canfanaro, suo amico, don Marco Zelco, da parte dei tedeschi, nel febbraio del 1944. Imprigionato per le sue vibranti rimostranze, era destinato all’internamento a Dachau. Fortunatamente ne scampò. Dopo l’impiccagione di don Marco Zelco, tra il vescovo Raffaele Radossi e il Gauleiter (il capo della sezione locale del Partito Nazionalsocialista) si era cercato un “modus vivendi” in base al quale non si potesse procedere contro un sacerdote senza informare l’ordinario di Parenzo-Pola. Così il Gauleiter stesso aveva promesso una guardia di vigilanza per le navi provenienti da Pola per intercettare - e sottrarlo alla morte di stenti - il già condannato prigioniero mons. Angeli, ormai in viaggio verso Trieste, via mare, diretto verso la sua tragica destinazione a Monaco di Baviera. Contemporaneamente però anche mons. Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, l’amico di mons. Angeli dai tempi del seminario, diffidente di queste promesse, lo faceva cercare in ogni angolo di Trieste, dove già era arrivato. Trovato nello scantinato di una scuola, «si salvò per un millesimo», ricordò lo stesso vescovo Santin molti anni dopo, nell’orazione funebre nel duomo di Oderzo, alla morte dell’amico nel 1971.

Altre sventure si prepararono quando si instaurò l’Amministrazione dell’Armata Jugoslava a Pola, città ormai in fase di annessione alla nuova Repubblica Confederale Socialista della Jugoslavia. Come neutralizzare l’influenza di una personalità di spicco come mons. Angeli ed edulcorare il suo atteggiamento verso il regime socialista massimalista? Le blandizie delle nuove autorità e le promesse di sostegno finanziario ai bisogni della sua attività e al suo “Bollettino parrocchiale”, dalla gente molto amato e letto, non riuscirono ad irretirlo. Conscio della trappola che gli si tendeva, per salvaguardare la libertà d’esercizio del suo sacerdozio, preferì sospendere il periodico parrocchiale. Subìte altre limitazioni, spiato in maniera offensiva e opprimente, fu costretto anche lui a lasciare Pola, seguendo la rotta della gran parte degli abitanti della città che partivano esuli con la nave "Toscana".

L'esilio in terra veneta e gli anni di Oderzo

[... in preparazione ...]

«Le figure più eminenti tra i profughi erano due preti. Monsignor Chiavalon e Monsignor Antonio Angeli. Erano stati parroci, in Istria. L’uno a Dignano, l’altro a Pola. Quest’ultimo, nativo di Pirano d’Istria, era un uomo di grande cultura, con la sensibilità di un poeta e la tensione mistica d’un vero religioso. Un intellettuale, che aveva compiuto i suoi studi e ottenuto le lauree in filosofia e in scienze sociali. Insegnerà a lungo nel Collegio della città che lo accolse, l’uno gestito da preti e l’altro da suore, entrambi vanto della nostra città di Oderzo. Anche all’aspetto si riconosceva lo svagato uomo di cultura. Sempre dietro ai suoi pensieri, e noncurante delle vanità. Al momento dell’esodo, Monsignor Angeli aveva poco più di cinquant’anni. La lunga veste nera non aveva nessuna ricercatezza, anzi, era lisa sul bordo delle tasche e lustra sulle spalle. Aveva capelli pepe e sale, folti, che spuntavano dal tricorno col batuffolo serico sul colmo. Ma più spesso era a capo scoperto, come gli facesse piacere che il vento giocasse a scompigliargli la riga, restituendogli l’aria da ragazzo. Sul volto scarno, un’ombra permanente di malinconia» (Ulderico Bernardi, La piccola città sul fiume, Editrice Santi Quaranta, Treviso, 2002)

Opere di Antonio Angeli

  • Antonio Angeli, Marine istriane. Versi, Prefazione di Piero Bargellini, disegni di Elio Predonzani e Federico Righi, Vita Nuova, Arti Grafiche Villaggio del Fanciullo,Trieste, 1955 | Reperibilità: ...
  • Antonio Angeli, Lungo i sentieri del Vangelo, Trieste, 1967 | Reperibilità: ...
  • Antonio Angeli, Basilio di Cesarea, Ed. Ancora, Milano, 1968 | Reperibilità: ...

    «Presso l’Archivio Parrocchiale del Duomo di Oderzo sono presenti 4 cartolari, numerati da 1 a 4, con dentro lettere di direzione spirituale, agende con appunti di discorsi, di conferenze, di prediche, di documenti personali, di discorsi battuti a macchina, e manoscritti, appunti di lezioni di filosofia, cartoline, ecc. Questo materiale è inserito senza un ordine di contenuti e senza un indice. L’Archivio diocesano di Vittorio Veneto possiede una cartella per mons. Antonio Angeli, e una per mons. Chiavalo, ma non quello della curia di Trieste; lo stesso si dica di quello della diocesi di Parenzo-Pola, interpellati» (Pietro Zovatto, Mons. Antonio Angeli un intellettuale istriano di frontiera in esilio, cit.)

Biografie e saggi su Antonio Angeli

  • Pietro Zovatto, Vita e opere di mons. Antonio Angeli: istriano di Pirano, Con appendice di "Marine Istriane", San Dorlingo della Valle, 2019 | Reperibilità: ...
    Il testo, recentemente pubblicato (luglio 2019), è ora il più completo studio sulla figura e l'opera di Antonio Angeli. L'autore gli aveva già dedicato il saggio nel 2017 "Mons. Antonio Angeli, un intellettuale istriano di frontiera in esilio", nella rivista «La Battana». Mons. Pietro Zovatto, nato a Motta di Livenza (1936) ma vissuto fin dalla giovinezza a Trieste, ha insegnato Storia della Chiesa, Storia Moderna e Storia delle Religioni presso la Facoltà di Scienza della Formazione di Trieste, ha scritto per riviste come “Studia Patavina”, “La Scuola Cattolica”, “Rivista di Storia della Chiesa in Italia”, "Divinitas”, “Humanitas” e “Rivista di Ascetica e Mistica”. È fondatore del "Centro Studi Storico-Religiosi Friuli-Venezia Giulia". Le sue ricerche riguardano il quietismo, il giansenismo e la storia di Trieste, dell’Istria e del Friuli, ma anche letteratura ed etica e poesia (Manzoni, Rosmini, Giuseppe De Luca, Henri Bremond, Fulvio Tomizza, Lina Galli, Salvatore Quasimodo, Biagio Marin, Giani Stuparich, Ada Negri, Umberto Saba ...). Ha pubblicato anche diverse raccolte di proprie poesie. → tradizionetrieste.blogspot.com
     
  • Angeli, Antonio, svećenik, pisac (Piran, 18.XII.1894. - Oderzo kraj Trevisa, 2.X.1971) | istrapedia.hr/angeli-antonio
  • Mons. Angeli a Gorizia [foto 12.6.1960] | arenadipola.com | Leggi pdf
  • Mal d'Istria, in Eugenio Bucciol, Noria, Edizioni Becco Giallo, Oderzo, 1987, pp.143-148 | Leggi pdf
  • Ulderico Bernardi, Istria d’amore, Treviso, Santi Quaranta, Treviso, 2002 (cfr. pp.50-52) | Reperibilità: ...
  • M. Zanini, Antonio Angeli, sacerdote e poeta, «La nuova Voce Giuliana», 1.12.2005 | Reperibilità: ...
  • Mons. Antonio Angeli, l’Istria nel cuore. Il ricordo dell’amico Piergiorgio Mocerino, «Il Dialogo», Anno XLIX, n. 8-9, Settembre 2012, p. 12 | digilander.libero.it/dialoghettoweb
  • Giuseppe Migotto, Mons. Antonio Angeli. Uomo di frontiera. La testimonianza di mons. Piersante Dametto: «Mostrava una cultura enciclopedica che non trascurava l’attualità e gli aspetti quotidiani della cronaca», «Il Dialogo», Anno XLIX, n. 11, novembre 2012, p. 8 | digilander.libero.it/dialoghettoweb
  • Giuseppe Migotto, I giorni dell’esodo, Intervista a Mons. E. Ravignani, «Il Dialogo», Anno XLIX, n. 12, Dicembre 2012 | digilander.libero.it/dialoghettoweb
  • Ulderico Bernardi, Pola e gli opitergini, «L’Arena di Pola», Maggio 2015 | 10febbraiodetroit.wordpress.com
  • Mons. Antonio Angeli. Uomo di Dio per il popolo di Dio. Il ricordo di Arturo Benvenuti, «Il Dialogo», Anno LII, n. 5, Maggio 2015, p. 5 | digilander.libero.it/dialoghettoweb
  • Pietro Zovatto, Mons. Antonio Angeli un intellettuale istriano di frontiera in esilio, «La Battana», br. 202, 16.1.2017, pp. 81-95 | www.odos.cloud | Leggi pdf
  • Giuseppe Migotto, Mons. Antonio Angeli. Un intellettuale istriano di frontiera in esilio. Nel 70° anniversario dell’esodo italiano da Pola, «Il Dialogo», Marzo 2017, p. 16 | parrocchiaoderzo.it
  • Piergiorgio Mocerino, Mons. Antonio Angeli. Itinerario spiruituale di un poeta, «Il Dialogo», Marzo 2017, p. 16 | parrocchiaoderzo.it
  • Aa. Vv., Istria religiosa, a cura di Pietro Zovatto, Centro Studi Religiosi, Trieste, 1989 (per l’ambiente istriano in cui nacque Angeli) | Reperibilità: ...
  • Campo profughi di Wagna | it.m.wikipedia.org
  • I ricordi di Mons. Antonio Angeli e l’epopea dei contadini veneti insediatisi presso Altura, da La città sul fiume di Ulderico Bernardi | arenadipola.it

Testimonianze e saggi storici

  • J. Kragelj, Io prete nelle prigioni dell’ex Jugoslavia, San Paolo, Milano, 1994 | Reperibilità: ...
  • Liliana Ferrari, Il clero del Friuli e della Venezia Giulia di fronte all'occupazione (1943-1945), «Qualestoria», n. 3, Dicembre 1995, pp. 1-26 | openstarts.units.it
  • Elio Apih, La politica fascista di snazionalizzazione nella Venezia Giulia | reteparri.it | Questo saggio è parte del libro di Elio Apih, Italia, fascismo e antifascismo nella Venezia Giulia (1918-1943): ricerche storiche, Laterza, Bari, 1966 | Reperibilità: ...
  • Raoul Pupo, Il lungo esodo, Rizzoli, Milano, 2006 | Reperibilità (versione ebook): lafeltrinelli.it/ebook | Recensione: gianfrancofranchi.com | Leggi pdf
  • Roberto Spazzali, Pola operaia (1856-1947). I Dorigo a Pola. Una storia familiare tra socialismo mazziniano e austro marxismo, Introduzione di Livio Dorigo, Circolo di cultura istro-veneta “Istria”, Trieste, 2010 | circoloistria.com
  • Guido Rumici, Infoibati (1943-1945). I nomi, i luoghi, i testimoni, i documenti, Milano, Mursia, 2012 (contiene riferimenti alle restrizioni persecutorie commesse verso i sacerdoti) | Reperibilità: ...
  • La città occupata (1943-1945), a cura di Fabio Francescato, Bruno Pizzamei | atrieste.eu
  • Aa.Vv, Esodo, la vicenda, le radici storiche, i tragici eventi, le conseguenze, Atti del Seminario, a cura di C. Palazzolo Debianchi, Trieste, Ass. delle Comunità Istriane, s.d. (contiene un lungo intervento di mons. Antonio Canziani su sacerdoti perseguitati, oltre l’esperienza personale, pp. 39-46) | Reperibilità: ...
     

Antonio Santin - Giovanni XXIII mons. antonio santin monsignor Antonio Santin
Mons Antonio Santin | Fonte delle foto: difesapopolo.it | montegrisa.org

Mons. Antonio Santin (Rovigno, 1895 - Trieste, 1981)

  • Antonio Santin, Al tramonto: ricordi autobiografici di un vescovo, LINT, Trieste, 1978 | Reperibilità: ...
  • Pietro Zovatto, Mons. Antonio Santin e il razzismo nazifascista a Trieste (1938-45), Centro Studi Storico Religiosi, Quarto d'Altino, 1977 | Reperibilità: ...
  • Liliana Ferrari, Santin Antonio, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 90 (2017) | treccani.it/Dizionario-Biografico
  • Renzo Codarin, Il Vescovo Santin aggredito a Capodistria fu il simbolo delle sofferenze giuliane, 17.6.2016 | arcipelagoadriatico.it
  • La resistenza a Trieste e l'opera del Vescovo Santin, «Porta Orientale» | Reperibilità: ...
  • Guido Botteri, Antonio Santin, Trieste 1943-1945, Del Bianco Editore, Udine, 1963 | Reperibilità: ...
  • Gianclaudio de Angelini, Cenni su Monsignor Antonio Santin | digilander.libero.it/santin
  • Fabio Francescato, Bruno Pizzamei, Antonio Santin | atrieste.eu (Il testo è una rielaborazione per il web di un ipertesto sviluppato dagli autori nel 1999 per conto del comune di Trieste e da questo distribuito gratuitamente nelle scuole)
  • Mons. Antonio Santin ricordato in Parlamento, «La nuova Voce Giuliana», Anno XVI, 1 maggio 2016, n. 344, p. 2 | associazionedellecomunitaistriane.it/vocegiuliana
  • Monsignor Antonio Santin | giorgioperlasca.it
  • Lorenzo Brunazzo, Mons. Santin, vescovo di Trieste, difese chiunque fosse perseguitato, «La Difesa del Popolo», 2.2.2017 | difesapopolo.it
     

Marcello Labor 1914Marcello LaborMarcello laboL
Marcello Labor | Fonte della foto: montegrisa.org/marcello-labor

Marcello Labor (Trieste, 1890 - 1954)

  • SILOE. Amici di don Marcello Labor | marcellolabor.org
  • Marcello Labor | it.wikipedia.org
  • Vittorio Cian, Marcello Labor. Un uomo inseguito da Dio, Elledici - Velar, 2013 | Reperibilità: elledici.org/negozio
  • Vittorio Cian, L'avventura spirituale di Marcello Labor, Paoline Editoriale Libri, 1997 | Reperibilità:
  • Andrea di Matteo, «I diari del servo di Dio» Labor: medico agnostico diventato prete, «Il Piccolo», 14.9.2007 | ricerca.gelocal.it/ilpiccolo
  • Vittorio Cian, Conferenza su Marcello Labor [registrazione audio] | Download | Bibliografia documentata TERGESTINA Beatificazionis et Canonizationis Servi Dei Marcelli Labor Presbyteri Saecularis (1890-1954) montegrisa.org
  • Venerabile monsignor Marcello Labor, per vent’anni medico dei poveri a Pola, sacerdote santo a Trieste e Capodistria 1890-1954, «Arena di Pola», 24.12.2018, p. 4 | arenadipola.it
  • Imelde Rosa Pellegrini, Storie di ebrei. Transiti, asilo e deportazione nel Veneto Orientale, Nuova Dimensione 2001 (Con interviste sull'operato di Marcello Labor a favore degli ebrei durante il periodo trascorso a Fossalta di Portogruaro) | Reperibilità: nuova-dimensione.it